06 novembre 2019
Il primo incarico di Leonardo da Vinci fu nella bottega fiorentina di Andrea Del Verrocchio. Si racconta che il luogo fosse animato da tanti artisti, ognuno con un livello di capacità e competenza diverso dagli altri. E, non solo la squadra realizzava opere singole e opere collettive lavorando in stretta sinergia, ma gli artisti vivevano tutti insieme. Ora, non è pensabile che questo accada nelle nostre realtà lavorative ma possiamo mutuare l'idea di fondo

30 ottobre 2019
Tante sono le persone con cui ha lavorato Leonardo: amava il gioco di squadra e collaborava sia con chi era nel suo ambiente che con persone che svolgevano altri mestieri. Ad esempio, Donato Bramante durante la realizzazione del Cenacolo a Santa Maria delle Grazie, l'architetto Francesco Di Giorgio Martini durante gli studi del "De architectura" di Vitruvio per la realizzazione dell Uomo Vitruviano

23 ottobre 2019
Una delle cose che si racconta della vita di Leonardo è che andasse in giro a fare mille domande a chiunque incontrasse, con quella curiosità e voglia di apprendere che ha caratterizzato tutto il suo percorso. Oggi abbiamo perso, in gran parte, questo atteggiamento: siamo talmente concentrati a dare risposte, a cercarle, a trovare soluzioni immediate (con scadenza ieri) che ci siamo dimenticati le domande. Eppure il pensiero creativo e l'innovazione, il problem solving

09 ottobre 2019
Una delle attività che riusciva meglio a Leonardo da Vinci, e di cui era protagonista al Castello Sforzesco, era il dibattito. Accadeva che attraverso la tecnica del "paragone", il mettere a confronto due o più punti di vista della stessa questione, ci fossero degli scambi di idee importantissimi. Ecco, questo dobbiamo ricordarci di farlo spesso al lavoro, anche se costa fatica, anche se a volte possa apparire che le nostre posizioni non siano cosi originali o non siano gradite.

02 ottobre 2019
Abbiamo spesso l'idea del genio come di una persona solitaria, che si isola, lontano dal mondo, chiuso in uno studio oppure in cima a un eremo, che magari si mette in contatto con il "divino" e cosi crea e produce nuove idee. Leonardo Da Vinci era l'esatto opposto rispetto allo stereotipo. Lui non solo credeva ma viveva il gioco di squadra, la collaborazione e fare le cose insieme. Oggi nelle nostre aziende e attività è ormai assodato che da soli non si va molto lontano,

18 settembre 2019
Si parla moltissimo di pensiero laterale, di creatività e di pensare "out of the box". Leonardo era un maestro anche in questi aspetti, in questo atteggiamento mentale che lo ha condotto verso un successo incredibile sotto ogni punto di vista. Il suo punto di partenza, che deve essere anche il nostro, era l'osservazione e l'ascolto. Andava in giro sempre con occhi spalancati e orecchie aperte per cogliere ogni dettaglio, senza giudizio iniziale.

11 settembre 2019
Leonardo Da Vinci usava portare sempre con sé, appeso alla cintura, un taccuino. Annotava tutto, scriveva e disegnava: questo ha permesso non solo a noi di poter conoscere il genio grazie ai suoi scritti (Il Codice Atlantico ne è solo un esempio) ma ha permesso a lui di fermare ciò che lo colpiva, di memorizzare, di recuperare anche a distanza di tempo le informazioni che gli servivano. Quando siamo al lavoro, e quando stiamo vivendo la nostra quotidianità privata, è fondamentale

04 settembre 2019
La nostra cultura ci porta spesso a privilegiare la specializzazione, pensando che sia l'unica strada per eccellere in un settore. Leonardo Da Vinci aveva occhi in più direzioni, orientava la sua attenzione verso più settori, infatti ha realizzato opere e fatto studi nonché scoperte in molti settori, quali ad esempio pittura, ingegneria, anatomia, teatro, progettistica, scultura, idraulica, strategia militare. Attenzione a un particolare importante: non stiamo parlando di multitasking

14 agosto 2019
Sul lavoro abbiamo smesso di essere curiosi. Siamo talmente presi dal rispettare le scadenze, rispondere alle mail, preparare slides e presenziare alle riunioni che ci dimentichiamo dell'unica qualità che ci può salvare dalla routine e dal calo di motivazione legato alla ripetitività. Leonardo Da Vinci era curiosissimo, infilava il naso dappertutto, parlava con chiunque secondo lui potesse dirgli cose che non sapeva, si faceva attirare e affascinare dal nuovo.

24 luglio 2019
1519-2019: sono passati 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci. Il mondo nel frattempo è completamente cambiato, da un punto di vista geografico, economico, sociale e culturale. Eppure il suo genio, il suo modo di pensare e il suo modo di lavorare sono di un'attualità sorprendente. Per diventare bravi occorre prendere spunto ed esempio da quelli bravi, a prescindere dall'epoca storica e dal contesto in cui sono vissuti e hanno operato La vita di Leonardo Da Vinci offre strategie vincenti per

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