#storiedicoach: la bellezza è educativa

Il contesto che scegliamo quando vogliamo imparare qualcosa può essere di ostacolo, anche se non di impedimento (ammesso che la nostra motivazione sia forte), oppure ci può essere alleato.

 

Lo aveva capito molto bene Ludovica Torelli, contessa di Guastalla, che nel 1500, rimasta vedova molto giovane, vende il suo feudo e si trasferisce a Milano, con in testa un obiettivo ben preciso: dare una possibilità alle giovani nobili decadute, offrendo loro una strada alternativa al convento o alla prostituzione. Fonda un collegio per fanciulle, in cui insegna loro moltissime materie e le aiuta a strutturarsi un avvenire speranzoso, e lo circonda di un bellissimo giardino.

E’ fermamente convinta che la bellezza sia educativa, che per imparare si debba rimanere immersi in essa. Passeggiando oggi per i piccoli viali di questo gioiello di giardino, il più antico della città di Milano (in zona Università Statale), si possono capire bene le intenzioni di Ludovica.

 

 

Se ci si circonda di bello, in natura e in architettura (aggiungo io, in capitale umano) diventa più facile, fluido e semplice imparare. Tutte le volte che siamo in condizioni di scegliere il contesto, facciamolo facendoci guidare dal faro della bellezza, qualsiasi cosa per ciascuno significhi

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